Il ciclo di una vite

La vite è un tipo di pianta in grado di rigenerarsi. Il suo normale ciclo di crescita ha la durata di un anno. Tutte le viti inoltre passano attraverso diversi stadi di sviluppo. I viticoltori conoscono bene le sfide che ognuna di queste tappe porta con sé, e si impegnano sempre per arrivare al momento della vendemmia con le uve migliori. Vediamo insieme in cosa consistono le fasi che scandiscono il percorso di crescita di una vite.

I due cicli della vite

Ogni anno, una vite passa attraverso due fasi di vita principali:

  • il periodo vegetativodella vite, da marzo a novembre,    
  • il ciclo invernale,che corrisponde al periodo di riposo della vite, da metà novembre fino a marzo.

Per rispettare questo ciclo naturale, i viticoltori devono adeguarsi a queste fasi. La durata di ogni fase dipende da diversi fattori, come la varietà, il tipo di suolo, le misure adottate per preservare la vigna e i fattori climatici.

Le 9 fasi del ciclo vegetativo della vite

Il periodo vegetativo si compone di 9 fasi.

L’accrescimento vegetativo

All’inizio della primavera, la vite si risveglia dal suo risposo invernale. La linfa riprende a scorrere e fuoriesce in corrispondenza dei tagli di potatura: si tratta dell’essudazione della vite, detta anche “pianto”.

La gemma

Dalla fine di marzo agli inizi di aprile, le gemme si ingrossano e si schiudono, dando origine a nuovi germogli.

All’inizio, i germogli sono molto fragili e ancora vulnerabili alle gelate.

Questo periodo dell’anno è molto critico per i viticoltori perché le gelate sono frequenti.

Il germogliamento

Al termine della primavera, i nuovi germogli si sviluppano e danno vita alle foglie.

Le foglie della vite appena spuntate si aprono, fino a che non assumono la forma che le contraddistingue.

La fioritura

All’inizio dell’estate, in genere durante il mese di giugno, l’aumento della temperatura e la luce del sole fanno sì che appaiano i primi piccoli fiori bianchi. Iniziano a formarsi grappoli composti da centinaia di fiori.

Questa tappa del ciclo della vite non dura più di una decina di giorni. Successivamente, gli acini d’uva incominciano a prendere il posto dei fiori bianchi.

La fruttificazione

Il processo di fruttificazione avviene durante il mese di giugno, dopo la fecondazione dei fiori.

Tuttavia, in questa fase, le condizioni climatiche giocano un ruolo determinante. Il vento, il freddo o l’umidità possono causare ciò che temono i viticoltori: la linfa non raggiunge i fiori che sono caduti prima di essere fecondati.

Quando le condizioni sono favorevoli, delle piccole palline si sostituiscono ai fiori. Ogni acino d’uva è composto da uno a quattro semi.

La fruttificazione corrisponde al momento in cui appare il seme dell’uva.

Solo allora il viticoltore può procedere ad una stima della resa del futuro raccolto.

Invaiatura

Durante la fase di invaiatura, gli acini d’uva verdi e duri si trasformano, fino ad assumere il loro colore definitivo.

Uno ad uno, gli acini si evolvono di pari passo con la vite, cambiando colore:

  • dal traslucido al dorato per i vitigni a bacca bianca,
  • dal rosso al blu scuro per i vitigni a bacca rossa.

La maturazione

Durante l’estate la vite matura. È in questa fase che sviluppa i suoi aromi. L’acidità si riduce e gli zuccheri aumentano.

I viticoltori prestano particolare attenzione a questa fase per trovare il momento ideale per…

La vendemmia

A seconda della varietà di vite e delle condizioni climatiche, la vendemmia viene effettuata tra settembre e ottobre.

È il momento della raccolta dell’uva.

La dormienza

Una volta terminata la vendemmia, l’uva entra in una fase di dormienza. Inizia il ciclo invernale.

La linfa discende fino al ceppo della vite.

Il ciclo della vite segue il ritmo naturale delle stagioni. La durata di ogni fase può cambiare a seconda delle varietà, ma il ciclo vegetativo rimane lo stesso per tutte. La cura del vigneto da parte del viticoltore e le condizioni climatiche giocano anch’esse un ruolo fondamentale per la qualità della vendemmia.

Tutto quello che c’è sapere sulla tanto attesa settimana En Primeur di Bordeaux

Ogni anno Bordeaux fa sbocciare la primavera francese con eventi che, per una settimana intera, attraggono in città i professionisti del vino. L’acquisto del vino en primeur, ovvero, quando è ancora in barrique, è un’occasione molto ghiotta per chi ha la curiosità di avere un’anteprima su tutte le delizie che l’ultima vendemmia di settembre tiene in serbo. Facciamo un rapido giro in avanscoperta e vediamo in cosa consiste esattamente questo sistema dei primeurs.

In cosa consistono i primeurs

La vendita en primeur è una tradizione di Bourdeaux già dal XVIII secolo.

Consiste nella vendita del vino che si trova ancora in fase di maturazione, all’interno delle botti che vengono conservate nelle cantine delle aziende vinicole. Come una sfera di cristallo, questo evento primaverile permette di dare uno sguardo al futuro, presentando i vini della vendemmia di settembre che sarebbero disponibili, solo in bottiglia, 18 o 24 mesi dopo.

I primeurs bordolesi si possono quindi definire come eventi destinati alla vendita del vino su prenotazione.

Questo è ciò che distingue i vini primeurs dai vini novelli, i quali vengono imbottigliati e venduti lo stesso anno della vendemmia da cui provengono. Questo, ad esempio, è il caso del popolare vino novello rosso francese Beaujolais nouveau.

In genere, le vendite en primeur sono riservate solo ad alcune tenute vinicole, le quali spesso beneficiano anche dell’appellativo di Grands Crus Classés, o simili. Parliamo di circa duecento aziende.

Questo sistema, praticato solo nel contesto del mercato vinicolo di Bordeaux, permette di degustare in anticipo le annate e di estimarne la qualità.

Un grande evento per i vitigni di Bourdeaux

Durante tutta la settimana dedicata a questo evento, nelle vigne di Bordeaux si incontrano tutti i protagonisti dell’enologia, provenienti da ogni angolo del mondo. Dai commercianti di vino ai rivenditori, giornalisti di settore, enologi e ristoratori: tutti accorrono a degustare i vini di Bordeaux.

La posta in gioco è alta per gli châteaux, che devono ricevere una valutazione da parte di figure di spicco nel settore.

Vero e proprio fiore all’occhiello dei vitigni di Bordeaux, questi eventi en primeur hanno una grande influenza sull’immagine dei vini bordolesi.

Come vengono determinati i prezzi dai primeurs?

I primeurs incidono anche sui prezzi che vengono fissati per l’ultima annata, presentata durante la settimana dedicata a questa campagna.

Di solito, i prezzi vengono determinati nel corso dei due mesi successivi alla settimana dei primeurs. Gli esperti internazionali avranno infatti già espresso il loro giudizio sulla qualità dell’annata, attraverso note e critiche espresse in occasione delle varie degustazioni.

Quali sono i vantaggi della vendita en primeur?

Partecipare alla vendita en primeur consiste in un esercizio di speculazione. Gli acquirenti si assumono un rischio scommettendo sul rialzo del valore del vino, quando verrà imbottigliato solo due anni dopo. Devono quindi essere in grado di riconoscere un grande vino, e anche molto presto, durante la sua fase di maturazione.

Tuttavia, assumersi questo rischio dà loro accesso a Grands Crus Classés molto apprezzati, i cui prezzi saliranno sicuramente alle stelle quando verranno commercializzati. Il risparmio è stimato fino al 30% rispetto all’acquisto di un vino in bottiglia.

Anche per le aziende vinicole è vantaggioso partecipare alla settimana dei Primeurs. Infatti, possono così beneficiare di un anticipo in contanti e di una visibilità senza pari.

Conosciuti in tutto il mondo, per i professionisti del vino i Primeurs costituiscono un’occasione unica per fare una stima qualitativa dell’ultima annata dei vitigni di Bordeaux. Una grande sfida non solo per le cantine, ma anche per i commercianti di vino.

Parliamo di tappi, ma prima parliamo di vino

Prima di trovare il tappo giusto, è importante conoscere bene il tipo di vino al quale lo si deve abbinare. Per accompagnarvi al meglio nella scelta di tappi in sughero offerti dalla nostra gamma, diamo insieme un’occhiata alle diverse tipologie di vino.

Tipologie di vino

Per la classificazione dei vini si possono adottare diversi criteri. I due principali sono il colore e la categoria.

I colori del vino

Secondo la tradizione, i professionisti della vitivinicoltura e dell’enologia distinguono tre colori del vino: rosso, bianco e rosato.

I vini rossi sono ottenuti da uve a buccia scura. La macerazione a contatto con la buccia dell’uva è responsabile del colore scuro che caratterizza questo tipo di vino. L’intensità del colore può assumere varie tonalità a seconda del vitigno e dei tempi di macerazione.

I vini bianchi provengono da uve bianche. Una volta raccolte, le uve vengono pigiate e separate dal resto della bacca. È anche possibile ottenere vini bianchi da uve rosse a polpa bianca, senza macerazione delle bucce con il succo o il mosto.

I vini rosati sono sempre più apprezzati dai consumatori in generale e sono realizzati a partire da uve a buccia nera. Tuttavia, il suo colore è dato dal ridotto tempo di macerazione rispetto a quello del vino rosso, da cui il suo colore rosato.

Le diverse “categorie” di vino

Esistono cinque grandi categorie:

  • i vini fermi, ovvero, tutti i vini che non sono effervescenti;
  • i vini effervescenti che si caratterizzano per la presenza di bollicine (spumanti, frizzanti, champagne);
  • i vini dolci naturali che seguono esattamente lo stesso procedimento di vinificazione del vino rosso, ma che viene interrotto precocemente per preservarne gli zuccheri;
  • i vini dolci, che comprendono i “demi-secs”, i vini dolci e i vini liquorosi;
  • i vini cotti che, a differenza dei vini dolci naturali, sono sottoposti a cottura.

Ad esempio, un vino rosso può essere fermo, così come dolce naturale o cotto.

Quale tipo di tappo scegliere per il vino?

Esistono diversi tipi di tappo per sigillare le bottiglie di vino. Il tappo adottato ha un impatto diretto sull’invecchiamento del vino, a seconda della sua qualità.

Per individuare il tappo più adatto ad una specifica bottiglia di vino, è necessario prendere in considerazione la famiglia, il colore, la potenziale durata di conservazione, la rotazione dei consumi e la rete di distribuzione.

Per i vini fermi, c’è una vasta gamma di tappi in sughero: naturali, colmatati e tecnici.

I tappi per vini effervescenti sono facilmente riconoscibili dalla loro caratteristica forma a fungo una volta stappati. Si differenziano anche per la loro composizione in quanto combinano un corpo di agglomerato di sughero di alta qualità con dischi in sughero ad esso attaccati. I dischi in sughero sono le uniche parti a contatto con il vino.

Per i vini liquorosi, i tappi in sughero a “T” la cui testa è incapsulata sono i più adeguati. Questo tipo di sughero permette di utilizzare il tappo con facilità, beneficiando al tempo stesso delle proprietà del sughero.

In sostanza, è fondamentale conoscere bene il vino per scegliere la soluzione di tappatura più adatta.

I tappi e le bottiglie di vino non possono essere considerati a parte. La scelta del tappo con cui la bottiglia sarà sigillata deve essere in linea con il processo di imbottigliamento e con la strategia di marketing del prodotto finale. Ogni vino vuole il suo tappo a seconda delle rispettive caratteristiche. Non esitate a contattarci per una consulenza.

Che tappo scegliere per il mio vino?

Non siete riusciti a partecipare al nostro webinar “Che tappo scegliere per il mio vino?” lo scorso mercoledì?

Non disperate, ecco qui sotto la registrazione dell’incontro.

  • 30 minuti: Intervento di Nathalie VEDRENNE, Direttrice tecnica, e di Vy NGUYEN, Responsabile marketing e sviluppo commerciale di vini
  • 15 minuti: Domande e risposte

Buona visione!

Il mercato del tappo in sughero nel mondo

Il mercato delle soluzioni di tappatura è molto competitivo. Nuovi tipi di soluzioni si sono affacciate al mercato da diversi anni, come ad esempio le capsule. Nonostante questo, i tappi in sughero non hanno mai perso il primo posto nel mercato mondiale.

I numeri del mercato mondiale del tappo in sughero.

Per offrire un’immagine chiara dell’importanza rivestita dal mercato dei tappi in sughero su scala mondiale, abbiamo deciso di presentarvi delle cifre molto eloquenti:

  • Ogni secondo che passa, 550 tappi in sughero vengono prodotti in tutto il mondo.
  • Ogni anno nel mondo vengono prodotte 18,5 tonnellate di tappi in sughero, di cui 2/3 provengono principalmente dal Portogallo.
  • Ogni anno, 12 miliardi di bottiglie vengono sigillate utilizzando tappi in sughero naturale o agglomerati.
  • Il 33% delle sugherete si trova in Portogallo, il primo paese nella produzione di sughero.
  • Ogni anno in Francia si producono 2,5 miliardi di tappi in sughero.

Queste cifre dimostrano quanto sia importante il tappo in sughero, il quale è sempre in cima al podio del mercato delle soluzioni di tappatura per il vino.

Il tappo in sughero visto dagli Stati Uniti e dalla Cina

La Cina e gli Stati Uniti sono i maggiori consumatori di vino al mondo. Importano molto vino e sono particolarmente affezionati a quello francese, specialmente al vigneto di Bordeaux.

È interessante notare che negli Stati Uniti le bottiglie di vino sigillate con un tappo in sughero non solo si vendono meglio, ma sono anche più costose.

Questa è la conclusione cui è giunto il Cork Quality Council nella sua ultima relazione.

Ecco le ragioni del successo del tappo in sughero

Questa preferenza evidente per i tappi in sughero in tutto il mondo si spiega soprattutto perché i tappi in sughero rappresentano un elemento di garanzia di qualità: contribuiscono a creare l’immagine del prodotto per ogni vino.

Allo stesso tempo, i professionisti delle tappature in sughero hanno fatto molti progressi al fine di controllare il rischio che il vino risenta negativamente del cosiddetto “sentore di tappo”. Questo difetto dei tappi in sughero, oggi quasi scomparso, appartiene ormai al passato.

Infine, i benefici ambientali offerti dal sughero consentono di attuare strategie di sviluppo sostenibile, sia per quanto concerne le operazioni di sfruttamento del sughero, che per la produzione e il riciclo di tappi.

Il mercato del sughero nel mondo occupa una posizione di spicco. I tappi in sughero continuano ad essere la soluzione di tappatura più apprezzata dai consumatori americani e cinesi.

Quali sono le professioni del settore sugheriero?

Per passare dalla quercia al tappo in sughero, il processo di produzione specifico coinvolge diversi attori. Quali sono le professioni che appartengono al settore sugheriero? In questa sezione vi offriamo una panoramica generale sulle diverse figure professionali coinvolte nella filiera produttiva dei tappi in sughero e sui produttori integrati.

Le figure professionali coinvolte nelle fasi di produzione dei tappi in sughero

Le tre figure principali che si occupano della produzione di tappi in sughero sono: i tecnici preparatori, i tecnici perforatori e i commercianti.

Una sintesi:

I tecnici preparatori sono gli addetti alla lavorazione del sughero dopo la raccolta. Hanno la responsabilità di garantire l’essiccazione ottimale delle plance di sughero, un processo che si protrae per almeno 6 mesi. Durante questo periodo di tempo il sughero si stabilizza.

Quando il tasso di umidità si riduce a sufficienza, segue la fase della bollitura che permette di pulire il sughero, aumentarne lo spessore e ammorbidirlo. Successivamente, le plance vengono suddivise in lotti visivamente omogenei tra loro.

I tecnici perforatori procedono quindi alla fase di perforazione delle plance di sughero. Questa fase si realizza in modo meccanico utilizzando una fustella. La perforazione consiste nel taglio del sughero ottenendo delle forme cilindriche.

Infine, i commercianti si occupano dell’acquisto di tappi semilavorati e anche, dopo la marchiatura e il trattamento superficiale, della vendita ai viticoltori, i quali procedono all’imbottigliamento.

I produttori integrati

Oltre a queste figure professionali, le quali si occupano solo di una parte del processo di lavorazione dei tappi in sughero, esistono anche i produttori integrati. Bourrassé ha scelto questa modalità di lavoro verticale per mantenere il controllo su tutte le fasi di produzione e offrire una garanzia di tracciabilità per tutti i suoi prodotti.

Infatti, i produttori integrati operano già a partire dall’acquisto della materia prima fino al prodotto finito, passando quindi anche per le fasi di preparazione e di lavorazione.

Le professioni che appartengono al settore sugheriero sono numerose e le distinte figure esistenti possono lavorare in modi diversi. Dunque, per una impresa è possibile dedicarsi a una sola delle attività che compongono l’intera filiera produttiva dei di tappi in sughero, oppure integrare verticalmente tutti gli stadi che la compongono ai fini di garantire la tracciabilità.

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Rosso, bianco, rosato, vino da consumare giovane o invecchiato…

Come meglio abbinare il tappo al profilo del vostro vino? 

Programma

30 minuti: intervento di Nathalie VEDRENNE, Direttrice tecnica, e di Vy NGUYEN, Responsabile marketing e sviluppo commerciale di vini

15 minuti: domande e risposte

È possibile iscriversi al webinar tramite questo link.

Raccolta e impronta di carbonio di Bourrassé

Consapevole della propria responsabilità ambientale, Bourrassé ha adottato un approccio di sviluppo sostenibile e il tasso di emissioni di anidride carbonicadell’azienda ne è una prova. Una panoramica sull’impronta di carbonio di Bourrassé.

Il sughero: materiale ecologico per eccellenza

Il sughero rappresenta una vera e propria risorsa naturale al 100%:

  • di origine organica;
  • rinnovabile;
  • riciclabile.

Durante l’estrazione della corteccia infatti le querce da sughero non vengono recise. Al contrario, il sughero viene estratto con la massima cura possibile per non danneggiare l’albero, la cui corteccia impiega nove anni per rigenerarsi. Seguono la produzione dei tappi in sughero e, infine, l’imbottigliamento.

Il riciclo dei tappi in sughero permette di fabbricare, tra l’altro, granuli che possono essere utilizzati dai professionisti del settore edile.

Per questo motivo, scegliere il sughero come materiale significa rispettare l’ambiente.

Il processo di lavorazione di Bourrassé

Bourrassé, in qualità di azienda produttrice di soluzioni di tappatura in sughero, ha investito ulteriormente nella tutela dell’ambiente, migliorando l’efficienza energetica di tutta la produzione. 

Grazie a questo impegno, lo stabilimento è stato in grado di raggiungere la completa autonomia in termini di fabbisogno idrico. L’acqua, preziosa ricchezza naturale, viene filtrata e depurata direttamente all’interno della struttura prima che avvenga il suo ingresso nella catena di produzione.

Bourrassé ricava inoltre l’energia per alimentare i generatori di vapore da una fonte alternativa rinnovabile, ovvero la polvere di sughero scartata durante la lavorazione dei tappi. Questa fonte di energia contribuisce a tutte le fasi della produzione anche con il fumo generato dalla combustione, il cui calore riscalda l’acqua.

Bourrassé lascia un’impronta verde

Grazie a queste misure, Bourrassé vanta un tasso di emissioni ecosostenibile.

Il risultato è che, grazie alle 206.550 tonnellate di CO2 che vengono trattenute attraverso lo sfruttamento del sughero, Bourrassé riesce ampiamente a compensare le 4.644 tonnellate di CO2 emesse durante la produzione.

Questo successo ha inoltre ottenuto riconoscimenti da parte di vari organi certificatori.

Bourrassé e i riconoscimenti ottenuti per una virtuosa strategia ecosostenibile

Bourrassé si impegna a fondo nel rispetto per l’ambiente e obbedisce rigorosamente al Codice Internazionale per la Produzione dei Tappi di Sughero (CIPT).

La lungimiranza e la capacità di innovazione dell’azienda sono state premiate con due certificazioni:

  • SYSTECODE EXCELLENCE è una certificazione che riconosce l’applicazione del CIPT secondo requisiti ancora più severi. Regolato dalla Confederazione Europea del Sughero, è una garanzia di qualità dei processi di lavorazione e dei prodotti realizzati. La certificazione viene rilasciata ogni anno dopo un audit condotto dall’azienda indipendente Bureau Veritas;
  • FOREST STEWARDSHIP COUNCIL è una certificazione che valuta la gestione sostenibile delle risorse a garanzia dell’equilibrio tra la biodiversità e l’economia locale.

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti con il tasso di emissioni e le già notevoli implementazioni studiate per migliorare l’impronta di carbonio, Bourrassé non intende fermarsi qui. L’azienda investe continuamente nella tutela ambientale e nello sviluppo sostenibile. Il gruppo dei professionisti nella produzione di soluzioni di tappatura di qualità mira a ridurre il consumo di energia del 6% entro il 2024.

5 LUOGHI COMUNI SUL TAPPO IN SUGHERO DA SFATARE

È noto a tutti cosa sia un tappo in sughero. Eppure, nonostante le sue molteplici qualità, qualche pregiudizio rimane. Per vederci chiaro, abbiamo deciso di smentire i luoghi comuni più diffusi.

Il tappo in sughero è dannoso per l’ambiente

FALSO

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il sughero è un materiale che fa parte di un’attività di sviluppo sostenibile.

Durante l’estrazione della corteccia, infatti, le querce da sughero non vengono tagliate. Il sughero viene rimosso solo ogni nove anni e il cuore dell’albero non ne risente, facendo sì che la durata di vita di questi alberi sia particolarmente lunga.

Le querce da sughero che si utilizzano dispongono inoltre di un’elevata capacità di assorbimento di CO2, che vieneinnescata dal processo di rigenerazione della corteccia attraverso la fotosintesi. Le foreste destinate alla produzione di sughero assorbono da due fino a quattro volte più CO2 rispetto alle sugherete che non vengono sfruttate.

E, infine, i tappi in sughero sono riciclabili al 100%.

Il tappo in sughero è impermeabile

FALSO

Il sughero è perfettamente impermeabile ai liquidi, ma è permeabile all’aria. 

La sua struttura interna permette il passaggio di una piccola quantità di ossigeno. Questo scambio gassoso contribuisce al processo di accompagnamento armonioso del vino nel tempo.

Il tappo in sughero ha un costo elevato

Dipende dal tipo di tappo. La scelta del tappo in sughero avviene soprattutto in base al vino da imbottigliare (vino fermo, novello, da invecchiare, effervescente, liquoroso…).

Il sughero dà al vino un sentore di tappo

Il cosiddetto “sentore di tappo” è un mito o una realtà?

Questa espressione indica quel caratteristico odore che può ricordare quello della muffa quando si stappa una bottiglia di vino.

Nel caso di un vino chiuso con un tappo in sughero, il responsabile tuttavia potrebbe non essere il tappo. Occorre infatti monitorare anche le condizioni di imbottigliamento e di stoccaggio per identificare la fonte di contaminazione.

Del resto, l’eventuale presenza della molecola responsabile di tale spiacevole “sentore” (2, 4, 6 Tricloroanisolo) è oggi sensibilmente diminuita rispetto al passato, grazie alla competenza e al maggiore controllo dei processi di produzione

Il tappo in sughero è antiquato

FALSO

Il tappo in sughero è un reperto del passato che sa di stantio? La risposta è, senza dubbio, no…

Il tappo in sughero rappresenta la scelta più apprezzata dall’83% dei consumatori francesi di vino, dei quali l’87% lo ritiene essere una garanzia di qualità.

Questo tipo di tappo porta con sé certamente il sapore della tradizione, ma è anche moderno, e costituisce parte integrante dell’immagine stessa dei vini che accompagna.

Anche se alcuni falsi miti persistono, non c’è dubbio che il tappo in sughero sia un buon prodotto ecologico, un elemento di successo nell’accompagnamento del vino nel tempo e una garanzia di qualità agli occhi dei consumatori.

PERCHÉ SCEGLIERE UN TAPPO IN SUGHERO?

L’83% dei consumatori francesi preferisce il tappo in sughero, ma è ancora vivo il dibattito su tappi in sughero, tappi sintetici e tappi a vite.

Quindi, che si tratti di vini fermi, effervescenti o liquorosi, perché è meglio scegliere un tappo in sughero? Scopritelo insieme a noi.

5 buoni motivi per scegliere un tappo in sughero per le vostre bottiglie di vino

Oltre a mettere al servizio del vino le proprie virtù naturali, il tappo in sughero offre anche diversi vantaggi sia per l’immagine del prodotto che per la tutela dell’ambiente.

#1 – Il sughero protegge gli aromi del vino nel tempo

Il processo di invecchiamento del vino è decisamente lungo e complesso, ma allo stesso tempo è anche ciò che permette di distinguere le grandi annate, quali sono infatti i vini da invecchiamento.

In questo processo il tappo in sughero gioca un ruolo attivo.

Il tappo in sughero è infatti impermeabile ai liquidi, ma allo stesso tempo è permeabile all’aria. Così, in modo molto graduale, il vino viene ossigenato dall’aria.

Questo scambio gassoso, grazie alla lenta e continua immissione di ossigeno, si riflette positivamente sull’evoluzione del vino: con una stabilizzazione del colore dei vini rossi e la morbidezza al palato.

Perciò, la scelta di un tappo in sughero di qualità sarà ancora più importante per sigillare una bottiglia di vino destinata ad una conservazione di diversi anni prima della degustazione.

#2 – Il tappo in sughero agevola la conservazione dei vini in posizione orizzontale

Il tappo in sughero è perfettamente impermeabile ai liquidi e, per questo, il vino non può fuoriuscire dalle bottiglie, nemmeno se disposte in posizione orizzontale.

Il mantenimento della bottiglia in posizione orizzontale impedisce che il tappo si secchi, garantendo quindi un’evoluzione armoniosa del vino nel tempo.

Lo scambio gassoso avviene con lentezza, consentendo al vino di evolversi nelle migliori condizioni e senza accorciare la sua vita utile.

#3 – Il tappo in sughero, un segno di qualità agli occhi dei consumatori

Il tappo in sughero costituisce un fattore decisamente importante per il marketing di un prodotto, infatti l’87% dei francesi intervistati ha dichiarato di considerarlo una garanzia di qualità.

Il tappo in sughero gode di un’ottima immagine agli occhi dei consumatori e per fare un regalo, ad esempio, alcuni sono addirittura propensi a pagare di più per una bottiglia di vino con un tappo in sughero. 

#4 – Benefici per l’ambiente

L’estrazione del sughero è un processo che rispetta l’ambiente, e infatti le querce da sughero non vengono abbattute al momento della raccolta.  Inoltre, il tasso di emissioni di anidride carbonica derivante dallo sfruttamento del sughero è relativamente basso.

Anche questo è un argomento che ai consumatori di oggi, sempre più sensibili alle tematiche ambientali, sta a cuore.

#5 – Una risorsa promozionale

Il tappo in sughero può essere personalizzato con la stampa del nome della cantina e dell’anno di imbottigliamento.

Il tappo in sughero diventa la firma del vigneto.

Il tappo in sughero conserva nella sua immagine la tradizione, ma può anche essere moderno e resta sempre un sinonimo di qualità per il consumatore. Permette di conservare il vino in buone condizioni per garantirne una buona maturazione.